•agosto 29, 2009 •
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CHIRURGICA-MENTE, laboratorio di creatività letteraria è un progetto culturale promosso e realizzato dagli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Finanziata e sostenuta dall’Ateneo, supervisionata dai Docenti delle Cattedre di Letteratura Italiana – Professor Fabio Pierangeli, Professoressa Cristiana Lardo -, si occupa di organizzare eventi ed incontri tra gli studenti, i lettori e gli scrittori del panorama italiano.
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Tag: CHIRURGICA-MENTE, CHIRURGICAMENTE, MANUEL MASI, romantici rottami
•gennaio 22, 2009 •
2 commenti
Coming Soon…
Stiamo lavorando per voi
Romantici Rottami
Presto sotto mentite spoglie!
Have you confessed?
Pubblicato in 1, Ultimissime
•dicembre 4, 2008 •
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In occasione della pubblicazione del libro di viaggio Senza Fermarsi. Parole dal viaggio curato dal prof. Fabio Pierangeli ed edito da Azimut, ci sarà un incontro con lo scrittore Dario Buzzolan nella sala del Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari (secondo piano, Edificio B) della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
L’incontro è previsto per le ore 12:15.
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•novembre 28, 2008 •
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Lunedì 01/12/2008 alle 18.00
Sala Di Liegro – Palazzo Valentini
via Quattro Novembre 119 (Piazza Venezia)
Emerico Giachery e Paolo di Paolo
presentano i libri:
Marco Onofrio “Ungaretti e Roma” e Fabio Pierangeli “Destini e identità romane da D’Annunzio e i contemporanei,
di Fabio Pierangeli
«E’ bella Roma, tanto bella che, giuro, tutto il resto mi par niente di fronte a lei», scriveva il Cavaliere de Brosses al signore di Neuilly, aggiungendo che la città era stata così tante volte visitata da rendere arduo scrivere sull’argomento qualcosa di non rimasticato. E invece, sotto tanti punti di vista originali, tra meraviglia e orrore (Il Piacere e Più che l’amore di D’Annunzio, contengono questa dialettica), la città ha mantenuto per gli scrittori del Novecento una indubbia fascinazione, per diventare un repertorio infinito di paesaggi, di immagini, che hanno, la funzione di innalzare verso il sublime quello che altrimenti rischierebbe la banalità del quotidiano.In una grande città come Roma, chi non ha un documento di identità non ha diritto di amare: è l’amara constatazione di Mattia Pascal/Adriano Meis, romanzo scritto negli anni in cui Pirandello era impegnato nell’insegnamento al Magistero femminile, chiuso nella morsa burocratica e nella necessità di affrontare un concorso universitario, dai paradossali esiti, in cui illustri storici della letteratura e seriosi filologi si trovano a dover giudicare saggi antiaccademici per eccellenza come l’Umorismo, novelle e romanzi come proprio Il fu Mattia Pascal.
D’Annunzio e Pirandello vivono, e descrivono in modo differente, un momento cruciale della storia di Roma, anche a livello urbanistico. La Roma umbertina distrugge con le sue arterie sabaude interi quartieri di casette popolari, dove la voce del Belli sembrava risuonare ancora intatta: la spianata di Corso Vittorio, la distruzione di Villa Ludovisi per far posto alla Piazza del Tritone, le muraglie alzate sull’argine del fiume, i ponti bianchi, i nuovi quartieri di Prati e Talenti, via del Corso. Una Roma antica, sospesa tra atmosfere oniriche e apparizioni miracolose, resiste intatta, senza le nostalgie dei due grandi, in Giorgio Vigolo, la cui opera è totalmente imbevuta, nella prosa e nella poesia, nella « divinazione improvvisa del presagio rivelatore».
Con questa gioia di scoprire si intraprende una spensierata gita ai Castelli romani, con Ungaretti, Gadda, Pavese e altri, ad incontrare poi scrittori e poeti di oggi, che quelle colline hanno cantato, sognando il ritorno degli dei: di fronte a quello «spettacolo incantevole dei due laghi gemelli ora vaporosi ora morbidi, come azzurri veli di seta».
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•novembre 28, 2008 •
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Teatro Tordinona
Prima assoluta di poesia
con
MARIO SCACCIA
in
“Questa cosa vivente detta guidogozzano”
dalle raccolte poetiche “La via del rifugio” e “I colloqui” di Guido Gozzano
musiche di Claude Debussy
con Melania Fiore
Venerdì 5 dicembre 2008 ore 21.00
Via degli Acquasparta, 16
Mario Scaccia e il suo grande Amore: la Poesia.
Versi, filastrocche, sonetti, composizioni poetiche lo hanno accompagnato tutta la vita, intimamente, quasi una fuga dalla realtà, un rifugio dove il pensiero può spaziare liberamente.
Non c’è scaffale della sua libreria di casa, o camerino nelle sue lunghe tournée teatrali senza un libro di poesie, compagne silenti e appassionate.
E a loro, ad alcune fra le più significative voci della poesia passata e contemporanea, Scaccia vuol dedicare i suoi prossimi anni in scena.
Alla soglia dei novant’ anni, questo nostro grande attore ha voglia di dedicarsi totalmente al suo grande Amore, rendendo omaggio in questa occasione al poeta crepuscolare Guido Gozzano. Al suo fianco reciterà la giovane Melania Fiore che lo accompagnerà al pianoforte con musiche di Debussy.
Repliche sabato 6 (ore 21.00) e domenica 7 dicembre (ore 17.30)
Per conferme: Uff.stampa Mila Sarti 330 301478
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